Il capolavoro.

amaranta-05Ho incontrato diverse difficoltà nella stesura di questo romanzo, per le sue caratteristiche molto simili a quello che si potrebbe definire un giallo vintage. Innanzitutto dovevo far combaciare ogni singolo elemento, del passato e del presente, in modo che il lettore, guardando la storia con respiro più ampio, non inceppasse in questioni irrisolte. Per la prima volta ho dovuto creare un vero e proprio schema, ricco di schizzi di oggetti, ambientazioni, date e collegamenti tra i dialoghi. Ho poi stilato una lista dei personaggi che sarebbero apparsi, con definizioni brevi che mi facessero tornare velocemente a ciò che volevo esprimere nella scrittura, attraverso le loro peculiarità. Il mio metodo è stato l’associazione cinematografica. Ho deciso successivamente di inserire nel romanzo alcune citazioni dei film che hanno ispirato le caratteristiche dei miei protagonisti, e in particolare, nel finale, dell’assassino.

image1Susan Morris, la protagonista, è una donna cinquantenne in cerca del successo letterario che per lei continua a rimanere un desiderio inappagato. Nel 2014 uscì la versione televisiva di Agatha Raisin (saga letteraria molto famosa in Gran Bretagna), una detective decisamente buffa alla ricerca di tranquillità nella campagna inglese. Da lì è nata l’idea di creare una versione italiana di quel tipo di personaggio. Sue vive sui Navigli, è benestante e poco propensa alla vita da casalinga, mangia cinese d’asporto, beve vino nei biccheri di plastica, è ossessionata dalla moda e sempre più cinica con la vita. Un giorno decide di fare una vacanza in montagna, per cercare ispirazione e finire il suo ultimo romanzo, quello che spera possa essere considerato finalmente il suo capolavoro. Si ritrova in una casa Walser, proprietà del suo ex marito, con figlia (piuttosto scocciata) al seguito.

(Il trailer di Agatha Raisin, personaggio che ha ispirato la creazione di Susan Morris)

Avendo passato una parte della mia infanzia ad Alagna, ho pensato di creare la location per il giallo in una frazione inesistente in quella zona. Un luogo caldo, isolato, addossato alle montagne innevate, dove poter creare la giusta suspense per il mistero intorno al corpo ritrovato nel bosco vicino. Attenendomi a uno schema il più possibile “classico”, ho inserito i personaggi dosando le loro caratteristiche ed entrate in scena in modo che fosse impossibile dedurre chi fosse l’assassino, fino a quando io stessa non avessi deciso di svelarlo.
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(Nella foto, una mia passeggiata in Valsesia)

Il romanzo è a tratti ironico, dall’impronta femminile, e sposa perfettamente la definizione di “giallo a tinte rosa”. Sue si innamora di Hans Becker, villeggiante dalle origini tedesche, dalle particolari abilità culinarie che la mettono in imbarazzo, anche se, in realtà, l’intera vacanza è permeata dall’inquietudine creata dal mistero. È infatti difficile rilassarsi e scrivere quando, fuori da una piccola baita in montagna completamente isolata nella neve, un assassino si muove indisturbato. Soprattutto perché, dopo aver riesumato vecchie faccende che sembravano archiviate, potrebbe decidere di uccidere ancora. I quattro elementi cruciali della storia sono: la neve, l’amore, un manoscritto e un omicidio. A voi scoprire l’assassino.

Il capolavoro, nella collana Amaranta di Antonio Tombolini Editore, è disponibile da febbraio 2016.

La trama:
C’è una nuova investigatrice, pronta a risolvere, suo malgrado, un caso di omicidio tra le montagne innevate di Alagna, località turistica del Piemonte. Certo, è un poco inesperta e disorganizzata, ma Susan Morris -per gli amici Sue- del resto, è una scrittrice inglese in cerca di tranqullità e ispirazione per il suo ultimo romanzo, quello che vorrebbe, finalmente, fosse considerato il suo grande capolavoro. Quando riaffiora un cadavere dal bosco vicino alla sua baita, Sue decide di scoprire che cosa è realmente successo, tanto tempo prima. Un giallo a tinte rosa dove scoprire il colpevole non sarà affatto semplice, fino all’inaspettato, sconvolgente finale.

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Il peso sul cuore, collana Oceania (ATE)

“Se il piccolo popolo un giorno vuoi trovare
nei boschi, nei laghi e nei mari tu devi cercare
per cibo frittelle croccanti di schiuma di mare
berretti rossi e giacche verdi tu devi vedere
tra rane da guardia loro amano stare
porta loro un dono se non vuoi farli arrabbiare…”

12187856_1491937067800886_3546762604053861081_nAcquista l’ebook nello store ufficiale…

Guarda un estratto del romanzo:


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Il peso sul cuore.

Ormai manca veramente poco all’uscita del mio prossimo romanzo, ambientato a Cong, nella contea di Mayo, in Irlanda. Per questo motivo è giunto il momento di darvi qualche anticipazione. Innanzitutto la trama. Ed eccola qui:

Conoscete il mal d’Irlanda? È la nostalgia di una terra piena di leggende e colori, di un’isola dove la gente suona nei pub antiche ballate tradizionali, con l’allegria nel cuore. È il desiderio di tornare in quel luogo incantato dove nascono storie di folletti e forti fatati, tra scogliere, muschio umido e colline di un verde vibrante. Questa è la storia di Erica, approdata sull’isola di smeraldo per cercare la zia, scomparsa molti anni prima in circostanze misteriose. Attraverso i racconti degli anziani del villaggio di Cong, la ragazza scoprirà che spesso la fantasia e la realtà non sono così inconciliabili, non in terre irlandesi. Un viaggio letterario alla scoperta dell’anima di un paese ricco di folklore sul Piccolo Popolo.

Ora le parole del direttore editoriale Michele Marziani, che ha deciso di pubblicarlo:

”Oceania è la collana di narrativa in lingua italiana di Antonio Tombolini Editore che pubblica autori che vivono all’estero e che quindi portano inevitabilmente con sé altri punti di vista. È il caso anche de Il peso sul cuore, che ho letto con grande curiosità quando mi è arrivato direttamente dall’Irlanda. Non c’è che dire, è una storia particolare questa di Amanda Pitto Melling, che racconta della giovane Erica che vive in Liguria insieme alla madre e alla nonna. Le tre gestiscono insieme un panificio-negozio di alimentari. Erica ama fare il pane e le focacce ed è una grande appassionata di cucina. La sua vita trascorre tranquilla, al ritmo della quotidianità, fino a quando la famiglia riceve l’invito ad andare in Irlanda, nel piccolo villaggio di Cong, per l’apertura di un B&B gestito da un certo Finn. In risposta alla sua curiosità, Erica scopre che sua zia Flora, di cui ha sempre saputo poco, aveva seguito anni prima un irlandese di cui si era innamorata, Finn appunto, ma che un giorno era sparita e non aveva più fatto ritorno, né in Irlanda né in Italia. Erica coglie l’occasione offertale dall’invito e si reca a Cong, dove conosce Finn e suo nipote Brian. Trascorre alcune settimane alla ricerca della verità sulla sparizione della zia. E da qui il romanzo va avanti ma noi ci fermiamo. Una lettura che piacerà a chi ama i riferimenti alla tradizione celtica. C’è un messaggio profondo, ci sono personaggi che sono ben costruiti, c’è una bella atmosfera con intriganti riferimenti culinari. E soprattutto c’è l’Irlanda, la stessa nella quale vive l’autrice. Ecco perché ho deciso di pubblicarlo”.

Michele Marziani

E per finire,  in attesa di potervi mostrare la copertina, creata dalla bravissima art director Marta D’Asaro, un estratto:

”Erica aveva imparato che una birra non è soltanto una birra, che i laghi oggi ci sono, ma domani possono sparire nel nulla, per poi tornare ancora. Aveva imparato che non c’è niente di strano nel credere che in fondo a un arcobaleno ci possa essere una pentola d’oro, e che il verde può essere il colore dell’anima, non solo delle colline. Aveva imparato ad amare il gracchiare dei corvi, la forza del vento, l’irruenza dell’oceano, l’allegria di quella gente.  E soprattutto, aveva scoperto che nessuno, proprio nessuno, può entrare nel tuo cuore come solo un irlandese sa fare”.
Estratto da ‘Il peso sul cuore‘, in uscita per Antonio Tombolini Editore a ottobre.

 A presto per i prossimi aggiornamenti.

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Amaranta e Officina Marziani.

Recentemente ho incontrato Michele Marziani, direttore editoriale di Officina Marziani per Antonio Tombolini Editore. Molti di voi conosceranno Marziani per la sua produzione letteraria: Umberto Dei: biografia non autorizzata di una bicicletta, Nel nome di Marco e Sovversivi del gusto sono alcuni dei suoi titoli pi famosi. Per chi ancora non lo sapesse, questa casa editrice è giovane ma agguerrita, grazie alle capacità del suo fondatore, già noto nell’ambiente editoriale come ideatore di Simplicissimus Book Farm.

La Tombolini Editore ha una filosofia relativa alla gestione delle collane molto particolare. Infatti considera fondamentale lasciare piena autonomia a ogni direttore, specializzato nel suo settore. Eccovi le parole dell’editore, riguardo all’argomento: “Credo che la grandezza dei grandi editori italiani (quelli veri che abbiamo avuto) consistesse non in un particolare fiuto nello scegliere libri o autori, ma nello scegliere i direttori editoriali a cui affidare, con ampia autonomia, la gestione delle collane.” E proprio per questa sua filosofia, mi sento molto orgogliosa di far parte della redazione, consapevole della responsabilità del ruolo.

Per parlarvi invece delle novità in programma, vi anticipo che a fine ottobre uscirà un mio romanzo ambientato in Irlanda, per Oceania. Le parole di Marziani su questa sua collana: ”Oceania è una collana che  pubblica narrativa di autori in lingua italiana che vivono fuori dall’Italia. Oceania è una sorta di ponte sugli oceani con le comunità italiane di Canada, Usa e paesi del Sud America, nonché con le scuole di italiano all’estero e i dipartimenti di italianistica delle università di tutto il mondo. Oceania vuole essere una collana di respiro internazionale: l’ebook consente di abbattere le barriere, permette ai contenuti scritti in italiano di raggiungere posti molto lontani dall’Italia, valicando i limiti della distribuzione cartacea tradizionale”.

A novembre uscirà invece il primo titolo della mia collana dedicata alla letteratura femminile Amaranta, con cui tra l’altro, a gennaio, pubblicherò anch’io un mio romanzo. Si tratterà di un giallo a tinte rosa ambientato in Valsesia. Vi invito ad approfondire gli argomenti di Amaranta leggendo la pagina dedicata sul menu in alto e visitando la pagina ufficiale Facebook. Potete trovare tutte le informazioni, invece, e visionare le innumerevoli collane editoriali, nel sito della casa editrice.

Un momento dell’incontro.

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La scala

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Disponibile un nuovo ebook nella sezione regali, per tutti gli aspiranti scrittori. Si tratta di una guida, divisa in tre fasi, basata sul concetto della scala in discesa. Un piccolo, semplice libro, completamente gratuito! Esiste una versione, scaricabile su ibooks (apple store) con all’interno un video inedito, di aiuto per trovare idee per cimentarsi nella scrittura di un romanzo horror. Buona lettura!

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Pensieri…

Questo non è un articolo, non è un racconto, e nemmeno un post. È qualcosa di più, di certo lontano da ogni catalogazione. È un pensiero, un frammento di verità, del tutto relativa, che voglio condividere con voi. La felicità è qualcosa di sfuggente, pericoloso. Qualcosa che ci mette timore, si nasconde nelle pieghe della nostra anima, mostrandosi timidamente, a tratti, in momenti emozionanti, di certo veri, che ognuno di noi vive nella propria esistenza quotidiana. È uno scorcio su una possibilità da cogliere. Riflettevo su quanto sia inutile provare invidia per il prossimo, di quanto possa mangiare, anzi mi correggo, divorare letteralmente, fette di tempo ormai precluso. Se a volte, per nostra debolezza, crediamo che esistano persone più felici di noi, ci sbagliamo. Approfondisco, ci sbagliamo se crediamo che dipenda dai soldi, da una apparente perfezione, dal successo o dalla fama. La felicità è un’entità vischiosa, sadica, si prende gioco del destino, e contemporaneamente, ne è superiore. Non ascolta il tempo, non sente ragioni e non si immedesima in niente. La felicità ti sorride nei piccoli gesti, ti investe come una valanga con il suo entusiasmo, per poi lasciarti nudo nei tuoi poveri pensieri, ancora una volta. Se vogliamo cercarla, come fosse un tesoro che bramiamo toccare, anche solo per un istante, per accarezzarne le forme, e scoprirne tuttavia la sua freddezza, non possiamo far altro che accettare la vita in quello che desidera mostrare. Ci vuole coraggio. Bisogna scegliere, agire, lottare, in compagnia del proprio valore e spesso contro noi stessi, soprattutto. Tutto questo, e il nostro passato, sono l’unica certezza che abbiamo. Ammettiamolo, e lei ci darà finalmente la mano, per muoverci parallelamente, e a tratti baciarci, come la Fortuna. Non possiamo che vivere, mentre la felicità ancora una volta sfugge dalle mani, sperando di non vederla andare troppo lontano, perché, ne siamo consapevoli, se sparisse per sempre, tutto perderebbe senso, andandosene con lei.

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Sangue e pietra

Scarica nella sezione ‘regali’ il mio ultimo racconto. Una storia d’amore sospesa nel tempo, ambientata nei giardini dell’anima…

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Vivere in Irlanda

Disponibile il secondo libro gratuito della serie dedicata all’isola di smeraldo. Potete trovarlo sempre su ibooks (ibook store) con il titolo ‘Vivere in Irlanda’. Potete trovare anche una versione in pdf  nella sezione ‘regali’. Un saluto a tutti e buona lettura!vivereirlanda.

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Elementi d’Irlanda

Vi segnalo il primo libro interattivo di una lunga serie, completamente gratuito,scaricabile sullo store ibooks. ”Elementi d’Irlanda”,  come svela chiaramente il titolo, vuole portare il lettore alla scoperta degli elementi che caratterizzano l’isola di smeraldo. Molte persone conoscono il mal d’Irlanda, quel sentimento di malinconia provata ripensando alla natura incontaminata di questa terra, alla gentilezza delle persone, al buon cibo dei pub, alla musica tradizionale e alla magia percepita durante un’indimenticabile vacanza. Questo libro interattivo, con all’interno curiosità e scorci spettacolari, vuole parlare ai cuori delle persone che amano questo luogo ricco di fascino, e a chi, ovviamente, ancora deve esplorarlo.

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Entrate nello store ibooks, e cercate ”Elementi d’Irlanda”, oppure digitate Amanda Pitto o Amanda Pitto Melling, e lo troverete, pronto per essere letto e farvi sognare un poco. Buona lettura!

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Vi ripropongo l’inizio di tutto…

Mi ritrovo in un momento delicato,  alle porte di un cambiamento imminente. Chiudo con il passato e mi preparo per un futuro incerto, dove ancora devo capire se esiste un posto dove collocarmi, in senso letterario, ovviamente. E come sempre accade, il primo desiderio è di guardarsi indietro. Così ripenso a quel racconto che ho scritto nel 2003, ”Sara”, mandato al concorso ”Fonopoli parole in movimento” quasi per scherzo. Quel racconto che è arrivato secondo e mi ha fatto piangere dalla felicità. Ripenso alla serata di premiazione, con Renato Zero che mi sorrideva, mentre sul piccolo palco mi sentivo imbarazzata. E mi vengono in mente anche gli artisti che parteciparono alla premiazione, come Valentina Giovagnini, che purtroppo ora non c’è più. Una  cantante speciale, con uno stile inconfondibile. E così vi ripropongo quel racconto, in questo articolo. Per chiudere il cerchio e iniziare a tracciarne uno nuovo.

Sara
Corse nella notte per cercare una speranza. Corse nella notte per scappare dalla morte, ma inciampò in un ramo e cadde. Un’ombra si avvicinò oscurando l’ultimo fragile appiglio alla vita. Due grandi mani sul collo evocarono il terrore che precede la fine.

Sara. Capelli biondi, pelle chiara, e uno sguardo enigmatico, timido.
Sara e la sua voglia di cambiare l mondo, di lottare per un’ideale, di credere nella vita. La stessa vita che l’ha tradita, derisa, ingannata, ed infine uccisa. Posso ricordare il suo dolce sorriso, anche ora, anche qui, in mezzo ai commenti di chi aveva conosciuto una ragazza strana e introversa, in mezzo a tanti cuori senza quel piccolo fuoco che come una fiaccola accompagnava i suoi passi.
Sara era la luna che rischiarava il cielo, mentre camminavo nelle tenebre alla ricerca di me stesso. Sara.
Una amara pioggia bagna il mio corpo asciugato dal dolore, e mi riporta violentemente alla realtà. Tutti si sono incamminati. I genitori, e di seguito gli amici, i conoscenti. Ma al fratello non è stato permesso assistere al funerale, altrimenti l’avrei ammazzato con le mie stesse mani. Il mio non è odio, o rancore, è solo voglia di giustizia. Mi accorgo che nel frattempo le persone si stanno incamminando verso il cimitero. Le raggiungo rapidamente.
Un pensiero continua a tormentarmi: Sara non avrebbe mai voluto essere ricordata così. Avrebbe preferito essere salutata con gioia, ritornare alla terra con onore e libertà.
La mia mente torna alla sera in cui ci siamo conosciuti, in quel giorno caldo d’estate ad una festa di paese.
Sono rimasto immediatamente colpito, dalla sua bellezza, dalla sua ironia, dal suo carisma. Era diversa da tutte le altre ragazze che avevo conosciuto, la sua passione e il suo coraggio di vivere la rendevano speciale agli occhi di un tipo come me, forse un po’ annoiato, superficiale.
Pochi giorni con lei sono bastati per cambiarmi.
Dopo quella festa ci siamo rincontrati in un pub, e bevendo birra e parlando per ore, ho conosciuto e apprezzato lati di me nascosti da una patina perbenista. Si, posso senz’altro affermare di essere rinato, grazie a lei.
L’educazione rigida e le regole sociali di cui mi ero nutrito per anni, mi avevano reso arido. Sono bastati pochi attimi e quella ragazza mi ha aperto la porta di una dimensione sconosciuta e sensuale, fatta di nuove invitanti sensazioni.
Il nostro rapporto è cresciuto velocemente, ed una notte, finalmente, ho conosciuto quella Sara che in paese veniva evitata dalla gente per timore, superstizione.
Posso dirlo, è tutto vero. Il vociferare su di lei, sui suoi incontri notturni nel bosco, sul suo strano modo di interpretare il destino, Sara era una strega. Ed io ho visto, ascoltato, amato il suo potere.
Anche se ora me ne rendo conto, sono stato complice della morte, che si è riservata crudelmente su di lei.
Ma no, non è crudeltà. Come avrebbe detto nella sua saggezza, la natura segue una ruota inesorabile dove la vita e la morte si susseguono senza concezione di bene o male, e soprattutto oggi, in questa occasione, non devo dimenticare ciò che ho imparato.
Mi ha preso per mano e mi ha accompagnato nel bosco. Dove celebrava la vita, dove onorava la terra, con le sue sorelle, con le altre streghe. Ed è stata la notte più emozionante che abbia mai vissuto.
Il suono dei tamburi ha risvegliato quella parte di me primordiale che inconsciamente avevo sempre represso. Sono potuto rinascere, simbolicamente, con antichi riti che rievocavano sensazioni lontane e istinti atavici, sono stato benedetto a divinità e spiriti a me sconosciuti, che da allora sono diventati complici della mia nuova natura.
Ho vissuto inebriato la mia nuova realtà, innamorandomi della vita.
Niente più poteva intimamente toccarmi del mondo “là fuori”, la frenesia, la superficialità, la noia, non esistevano più.
I genitori di Sara erano preoccupati per la figlia. Nella loro concezione del mondo era ribelle, probabilmente troppo fragile per liberarsi da quelle che definivano cattive abitudini, come rientrare sempre all’alba, non conformarsi alle piccole regole di quieto vivere a cui erano legati in modo ossessivo.
Per noi era assolutamente ridicolo.
Ma loro non sapevano. Erano troppo impegnati a sopravvivere, a raccontarsi la vita, a seguire i loro preconcetti. Se avessero scoperto cosa in realtà facevamo ci avrebbero chiusi in camera gettando la chiave, lasciandoci meditare fino al giorno in cui saremmo rinsaviti.
Questo è un piccolo paese, con molte malelingue, nessun segreto è al sicuro qui. Avremmo dovuto stare attenti, invece, ingenuamente, ci siamo dati appuntamento al limitare del bosco, anche quella notte, senza sapere quello che sarebbe accaduto.
Qualcuno aveva avvertito il fratello dei nostri movimenti. Così quella sera ci seguì, ed arrivò al luogo della celebrazione subito dopo di noi.
Si nascose dietro ad una quercia e ci osservò tutta la notte.
Non credo che avremmo potuto fare qualcosa per fermarlo. lui ci aveva condannato ancor prima di scoprire tutto, imbottito di pregiudizio e odio.
La luna quella notte scese per noi, e si unì alle nostre danze. Un’ultima volta.
Sara accese l’incenso e purificò lo spazio sacro. Evocò gli elementi e tutto si compì con la benevolenza della natura. Quando le ragazze, nude e bagnate dai raggi della luna, intonarono un canto, il fratello, pieno di rabbia, uscì allo scoperto.
Quando Sara lo vide le si raggelò il sangue. Prese il suo mantello e corse, terrorizzata.
Sapeva di cosa era capace, con il suo fare borioso, con la sua prepotenza che aveva già conosciuto, molte volte, dietro l’apparente protezione delle mura domestiche.
In preda al panico, inciampò e cadde. Da lontano potevamo solo sentire le urla adirate di quel ragazzo in preda ad una follia cieca, e poi il silenzio.
Non posso più tornare indietro, e non voglio più pensare a quanto è accaduto.
Non c’è più, e chi l’ha uccisa ha un nome inquietante, una presenza costante:
pregiudizio.
Questa notte ci ritroveremo, e saluteremo degnamente nostra sorella.
Sara, figlia di una natura pura e selvaggia, rimarrà sempre nei nostri pensieri.
Brinderemo in suo nome, e continueremo a vivere onorando i nostri spiriti, i nostri Dei.
Quante donne, come lei, hanno calpestato nei secoli questa terra e nutrito con il loro sangue l’essenza del preconcetto.
Ma continueranno a vivere, ve lo assicuro, e a seguire il loro destino. Continueranno a ridere e danzare nei boschi con i loro segreti, accudite amorevolmente dalla luna.
Perché loro sono libere, sono streghe.

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